ricevo e pubblico questa richiesta di aiuto per un ennesimo episodio in cui il governo e le amministrazioni locali da esso sostenute spudoratamente ci dicono chi sono mentre noi stiamo a discutere se criticarli troppo non sia demonizzarli. questo come altri è una dichiarazione di guerra e senza bisogno di prendere le armi, di sicuro c’è bisogno della determinazione e della abnegazione che manifesta in guerra. nessun compromesso nessuna ulteriore concessione. bombardiamoli di lettere e di mail e di fax e di telefonate. e di fischi, chiamiamoli forte con il loro nome. firmate e diffondete
appello di Alex Corazzoli
Il giorno 16 settembre 2009 20.22, Alex Corlazzoli <alexcorla@libero.it> ha scritto:
carissimi amici
da cittadino, da giornalista, da insegnante ho sentito il dovere di fare
qualcosa affinchè non cada nell’oblio anche questo fatto accaduto a
Ponteranica. Sono convinto che è necessario stimolare la cittadinanza a
intervenire. Ho così deciso di scrivere una lettera che vorrei inviare a
Repubblica. Sono altrettanto convinto che se a firmare questa lettera
sarete
prima di tutto voi che siete “riconosciuti” come testimoni dalla
cittadinanza
attiva questa campagna avrà un suo effetto. Per questo vi chiedo una mano
firmando questa lettera. Una volta raccolte alcune firme autorevoli, vedrò
di
raccogliere qualche centiania di firme tra gli studenti cremaschi e poi
invierò
a Repubblica il testo.
Don Puglisi diceva “se ognuno fa qualcosa”…proviamoci!
grazie attendo voste risposte
vi abbraccio
risposta di Salvatore Borsellino che mi permetto di diffondere anche se semi-privata perché la sua reazione conferma la gravità dell’evento:
Caro Alex, la mia adesione è totale è incondizionata. Ho notizia di una manifestazione che si svolgerà a Ponteranica il 26 settembre ed alla quale sarà presente il fratello di Peppino Impastato. Se non coincidesse con la nostra manifestrazione delle “Agende Rosse” a Roma sarei stato senz’altro presente, ma coglierò l’occasione per parlare a Roma, nello stesso giorno, di questo vergognoso atto compiuto dal sindaco di Ponternaica che offende tutta la Società Civile.
Ti abbraccio
Salvatore
La notizia che la giunta di Ponteranica ha rimosso la targa in memoria di Peppino Impastato non può non lasciarci indifferenti. Peppino era uno di noi. Ha lottato ed è morto anche per il sindaco e gli assessori di Ponteranica. Era un cittadino che non è mai stato dietro la porta ma si è messo in prima fila. Era un giornalista pronto a rischiare pur di dare notizia della verità. Era un giovane che oggi è ancora esempio per tanti ragazzi che hanno imparato a conoscerlo andando a Cinisi e ripercorrendo i cento passi che distanziavano la sua casa da quella di Gaetano Badalamenti. Era un uomo che ha fatto cultura. La madre di Peppino e il fratello Giovanni, hanno atteso venticinque anni prima di avere giustizia. Oggi noi abbiamo il dovere di fare memoria di Peppino. Per questo nel rispetto della scelta del primo cittadino Cristiano Simone Aldegani, chiediamo di rimettere la targa in ricordo di Impastato accanto a quella che ricorda Padre Baggi. Affinchè la nostra voce sia un coro civile di richieste chiediamo a tutti i cittadini italiani di inviare una mail o un fax al sindaco di Ponteranica sindaco@comune.ponteranica.bg.it o un fax 035 573575.












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17 settembre 2009 alle 2:42 pm Vote:
certo che ci siamo!
1,2,3,4,5,10,100 mail !!!
la targa viene tolta per essere sostituita da una alla memoria di don baggi ma gli stessi membri della congregazione cui apparteneva questo don baggi hanno scritto al comune:
“..La Comunità dei Padri Sacramentini riconosce e stima l’operato che contraddistinse il lavoro di padre Giancarlo Baggi, ma non può approvare che la memoria di un confratello sia usata in una logica di contrapposizione e di divisione, tanto più se questa contrapposizione riguarda un testimone di giustizia come Peppino Impastato, ucciso per il suo impegno civile. I religiosi sacramentini auspicano dunque che la biblioteca comunale torni ad essere dedicata a Peppino Impastato, fiduciosi che l’Amministrazione comunale riuscirà a trovare soluzioni alternative per ricordare l’opera di padre Baggi. ..” -una perla di civiltà in risposta alla barbarie leghista; Antefatto 11\ 09\ 09-
se non è una good-news questa!!
nessuno può voltarsi dall’altra parte dopo quello che Peppino Impastato ha fatto per noi lottando contro suo padre, la sua famiglia e il suo paese per difendere la libertà, quella vera, non quella razzista di cui si riempiono la bocca i leghisti ..”padania libera!!” dicono ..ma va va
17 settembre 2009 alle 9:20 pm Vote:
Ci siamo eccome!
Padre Baggi era ‘lumbard’, Impastato no. Questa la motivazione del sindaco di Ponteranica.
Ma Peppino Impastato ha lottato non solo per quelli di Cinisi, bensì per tutti noi e per tutti noi è morto.
Facciamo sentire alta la nostra voce contro questa gentaglia, che ne vuole cancellare la memoria!
18 settembre 2009 alle 3:47 am Vote:
troppo entusiasmo? mi sono rivista I cento passi..(mi era venuto il dubbio che il peppino impastato che mi ricordavo io fosse un altro) ho ripianto anche..si è un film.. ma un gran bel film.
“compagni e compagne ormai mi avete scassato ‘o discorso..andiamo a ballare ‘sto rocchenrollo!” domani fuori orario.
ci siamo, ci siamo.
18 settembre 2009 alle 11:39 am Vote:
Inviata mail al sindaco….
intanto guardate questo video http://www.socialvirus.it
P.S
Ci siamo sempre, anche quando non sembra
18 settembre 2009 alle 12:34 pm Vote:
fortissimo il video della canzone satirica in egitto!
non so se c’è da ridere o da piangere ma…
http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2009/09/17/jpg_2109964.jpg
18 settembre 2009 alle 3:02 pm Vote:
E-mail inviata pure io..
Egregio Sindaco,
come tanti altri cittadini italiani, ho provato una certa amarezza
nell’apprendere la vostra decisione di togliere la targa dalla Biblioteca di
Ponteranica per sostiturla con un’altra dedicata ad un personaggio locale.
Trovo che sia una decisione presa senza un valida motivazione, ci si lamenta
tanto che bisogna lottare contro la mafia, ma si preferisce cancellare il
ricordo di chi ha dedicato la propria vita, sino a perderla, per lottare
proprio contro la mafia. Credo si tratti del solito atteggiamento falsamente
moralista: da un lato si proclama la lotta, dall’altro si preferisce cancellare
e dimenticare (chi ha lottato veramente), per chissà quali reali motivazioni
celate dietro ad una volontà di valorizzare una personalità locale, di cui non
si conosce le gesta.
Mi sembra ridicolo come atteggiamento, la lotta contro la mafia non può e non
deve essere localizzata o confinata solo in alcune zone dell’Italia, deve
essere sostenuta (anche con delle targhe commermorative) dall’estremo nord
dell’Italia, all’estremo sud, senza differenze di regionalismo e, nel modo più
assoluto, non deve essere dettata da motivazioni politiche (come invece Lei,
con questo comportamento, va a dimostrare).
Mi auguro che Lei e la sua amministrazione vi ravvediate su quanto deciso
riportando il nome di Peppino Impastato sulla targa affisa alla Biblioteca.
Distinti saluti
Stefania Duzzi