Pino Masciari, un uomo onesto
Pubblichiamo l’intervista al testimone di giustizia Pino Masciari realizzata dalla redazione di altrabrescia (www.altrabrescia.ning.com) ,
Pino Masciari, impreditore edile calabrese, da undici anni vive con la sua famiglia in una località protetta per aver denunciato l’ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica. Dopo anni di esilio, rinunce e ingiustizie, chiede il ripristino dei suoi diritti.





@nto 22 marzo 2009
Eppure a Napoli mi sono confrontato con ragazze e ragazzi da tutta Italia, a partire dal rispetto delle vittime di mafia e dei loro familiari: probabilmente questo passaggio ad alcuni è sfuggito, che è il senso della manifestazione di ieri.
C’è invece chi si perde a ostenatare parole e frasi ricercate, proprie di certi bar, certe osterie, luoghi nei quali il pubblico di questo blog ha chiaramente espresso di non voler mettere piede
Annarita 19 marzo 2009
Questo articolo mi ha lasciata senza parole perché devo ammettere (con molto rammarico) di conoscere ben poco la vera storia di emanuela orlandi. Pino Masciari mi ha aperto ancora di più gli occhi su una realtà crudele fatta di omertà e depistaggi e legata proprio alla “Santa Sede”…tra virgolette perché direi che di santo non ha proprio niente, almeno in questo caso. Ho subito stampato l’articolo e l’ho fatto leggere ad un amico che, come molte altre persone del resto, stimava e ammirava papa giovanni paolo II senza sapere veramente chi era e cosa combinava (basta pensare all’incontro con pinochet…).
Ora, dopo aver letto l’articolo di masciari, almeno lui ha completamente ridimensionato la sua opione rendendosi conto che la facciata pubblica di papa wojtyla non serviva ad altro che a nascondere la cruda realtà: era un papa omofobo, misogino, reazionario e pure omertoso. Grazie sia a pino che a sabina.
Annarita
camillozzo 18 marzo 2009
quello che viene fuori da queste conferenze , sono degli agglomerati intellettualistici che possono saziare
i soliti che si siedono in quelle poltrone per assistere , come si siedono a tavola per mangiare ,
gli applausi che scaturiscono alla fine di queste conferenze , sono il fiocco , sono un conseso
sempre intellettuale , che rappresentano la morte [applaudire in questi casi , è com'essere l'ultimo coro di una tragedia];
la prossima rappresentazione sarà a Napoli , il 21 marzo , per capire e capirci , ci saranno i ragazzi del nord , quelli marocchini
e gli islandesi , forse qualche sorpresa a prova di bomba , manco a gardaland fanno di sti numeri. ingresso gratuito , paga lo stato.
io su una cosa ho sicuramente ragione , che rappresenti la deviazione che alimenta il fuoco della tragedia mafiosa , ma non ti ringalluzzire a malapena rientri
ne l’orlando furioso , ovviamente nella versione dei pupi siciliani , in una di quelle rappresentazioni amatoriale. e per rimanere in sicilia , chissà giuseppe tommasi di lampedusa come avrebbe disegnato.
per il resto posso dir daver la ragione e di saperne anche farne a meno quando il cuore me lo comanda ,
ed il tempo e la sua assenza è tutto ciò che esiste ma non solo.
lo stato è uno strumento della politica e della magistratura , per come è fatta questa repubblica ,
ed è proprio questa repubblica che dovrebbe rappresentar secondo democrazia , il potere
aleatorio secondo cui politica e magistratura agiscono.
oggi come ieri (giuseppe tommasi di lampedusa),questo potere aleatorio , e perciò indeterminato nella forma ,
ha preso devianze in poteri occulti , sconosciuti ai più , usurpando la repubblica , ed utilizzando lo strumento dello stato
per mutilare una società , ed una civiltà che mai avrebbe permesso a queste devianze di esistere.
il pensiero , sull’antimafia e sugli eroi , credo fosse abbastanza chiaro , nella distinzione , di coloro che agiscono e si espongono
per tutelare un interesse personale e privato mettendo a rischio la propria vita personale ,e verso coloro che viceversa
mettono a rischio la propria vita personale per interesse collettivo alla quale fortemente ci si sente di appartenere.
quella su questo malcapitato era una domanda , retorica perchè non si aspetta nessuna risposta , ma retorica anche perchè
non ne sottintende nessuna.
la politica e la magistratura , hanno il potere , ed hanno il potere di distruggere la mafia , ripulendo lo strumento dello stato
questa mafia ha dei referenti politici , ha delle spie dentro la polizia e dei giudici compiacenti ,
le br non avevano nulla di tutto questo , anzi erano loro ad essere infiltrate dallo stato.
serve una prese di coscienza , ma non ne l’operaio , o nel bidello o nel disoccupato , serve una presa di coscienza nella direzione
politica e di giustizia , sono i procuratori antimafia che debbono lottare per una rivoluzione culturale nel proprio ambiente.
[ma come diceva il gattopardo , occorre lavorare perchè oggi sia come ieri]
i miei bar , e le mie osterie , sono ottimi luoghi di incontro , almeno io li preferisco di gran lunga ad una conferenza ,
vi sono ottimi vini da bere , come il cabernet , ed il chianti , il pessimo vino alla spina da evitare assolutamente , e se dietro il bancone
trovi un sovversivo , potresti rischiare di bere un buon clinto ed un originale fragolino.
e come ogni discorso da bar , non sono alla mercè dei primi venuti , ne tantomeno della pubblicità.
@nto 17 marzo 2009
Sono molto perplesso da quello che scrivi Camilloz
parli di propaganda, di eroi, di cose che hanno effetto solo nel nord del paese.
E’ demagogia, l’unico effetto che ha è evitare il dialogo.
Sai molti ragazzi “del nord” saranno a Napoli il 21 Marzo questa domenica, per confrontarsi, per capire, per dialogare.
La mafia è innanzitutto un problema culturale, ma su una cosa hai ragione, può sconfiggerla solamente lo Stato.
Non capisco nemmeno le tue insinuazioni su Pino Masciari, fin’ora tutto quello che ha detto si è dimostrato vero in sede giudiziaria.
Come insegnava Dalla Chiesa, come ci insegna Giancarlo Caselli – che a differenza di tutti coloro che hai citato tu è vivo, partecipa e promuove quel che tu chiami “propaganda” -, l’unico modo per sconfiggere le mafie (così come hanno sconfitto le BR) è attraverso pentiti e testimoni.
In conclusione, prima di fare insinuazioni riporta delle fonti, se ne hai, altrimenti rimangono semplici chiacchere da bar..
camillozzo 17 marzo 2009
oggi , si assiste ad una nuova spettacolarizzazione de l’antimafia.
un atteggiamento propagandistico e demagogico , da parte di un istituzione che vede come
unica soluzione una rivoluzione individuale o meglio ancora collettiva della coscienza civile.
ed in questa direzione politica , vi sono collateralmente una serie di accidenti ,
ne la propaganda de l’eroe , dove a volte vi si infilano gloria e successo personale.
questo tipo di propaganda , può scuotere facilmente chi vive al nord del paese , lontano e non partecipi
alla vita mafiosa del sud. sembra facile , e forse anche ovvio e banale dire si o no , sembra
scontata la lotta quando non si vive a reggio calabria.
ma al sud , il sistema , le leggi non scritte che circolano sono bene evidenti ed inequivocabili.
chi sono gli eroi , sono i falcone e borsellino , i peppino impastato e i pio la torre , e le migliaia di sconosciuti
morti ammazzati perchè hanno detto no.
chi sono quelli che vorrebbero essere degli eroi , quelli che hanno conosciuto l’eco di falcone e borsellino
individuandone il suceesso storico , ambendo al riconoscimento di tale virtù (senza però lasciarci le penne ed
avendo possibilmente fama e rapide promozioni).
falcone , borsellino e caselli , sono degli eroi perchè hanno colpito la mafia nella loro politica , l’hanno colpita nel loro potere di comando ,
hanno affrontato il leviatano , la mafia va colpita innanzitutto nei suoi apparati statali ,
esistono episodi , come la nomina del democristiano piero grasso dopo una esagerata pubblicità , il processo a carico del generale mori
per non aver perquisito i covi di riina e provenzano , il giudice carnevale , l’ammazzasentenze che liberava circa 500 mafiosi e che oggi è in parlamento
e nelle commissioni , cosentino esponenente politico dei casalesi oggi è sottosegretario.
non c’e’ stato presidente di regione o sindaco di città , in sicilia implicato in associazioni mafiose , se la magistratura , se la giustizia vuole combattere
la mafia deve combattere innanzitutto contro lo stato.
la mafia si può distruggere solo con la politica , e questa politica è mafiosa.
rispetto a pino masciari , è difficile capire cosa stia cercando , e perchè. si ritrova in prigione e probabilmente non è bello.
ma io mi domando , che cosa ha fatto questo qui per la sua comunità , per la sua calabria ,
è veramente un uomo onesto , basta dire no alla mafia per essere onesti. quanti lavoratori in nero aveva , quanti sfruttamenti di persone
e di territori ha compiuto , quali altri azioni ha fatto per la sua comunità.
falcone e borsellino erano uomini dello stato , che hanno condotta una incredibile lotta innanzitutto all’interno dello stato. pio la torre
e peppino impastato , hanno condotto una lotta contro la mafia per la comunità , contro la base di siconella e contro l’arroganza e la
prepotenza che non colpiva loro direttamente , ma colpiva la comunità e quindi si sentivano anche coinvolti personalmente.
di pino masciari come di libero grassi , non conosco la storia , ma mi paiono come quelli che hanno una gioiellerie e per proteggere
i diamanti dicono no al ladro.
sapete cosa pensa un disoccupato calabrese , che non ci ha i soldi per le sigarette , di pino masciari , che gli sta bene.
Federica Daga 17 marzo 2009
Felice di vedere Pino sul tuo blog Sabina.
Ho conosciuto Pino, Marisa, Francesco e Ottavia due anni fa e ho cominciato a seguirli, anche fisicamente
Quanto accaduto a loro, non ha nessun senso, non in un Paese democratico.
Ma noi non siamo in un Paese democratico, e allora capita che una sentenza del TAR non venga applicata, che la stessa venga ignorata portando avanti ancora e ancora la non volontà di dare sicurezza ad una famiglia che ha fatto una scelta NORMALE: DENUNCIARE.
Voglio un Paese dove la denuncia dei mafiosi sia NORMALE e non sia da considerare EROICA.
Soprattutto, NOI siamo lo Stato, non loro che scaldano le sedie nei ministeri.
Ringrazio te Sabina, per averci dato l’occasione di divulgare la storia dei Masciari anche tramite il tuo blog e ringrazio gli amici di Pino sparsi in tutta Italia per l’appoggio che danno ogni giorno ai Masciari. Invitiamo tutti a lasciare un commento o un saluto sul blog http://www.pinomasciari.org. Facciamo vedere a Pino che non è solo, più gente sa della sua storia, più sarà protetto.
Denise Fasanelli Masciari 17 marzo 2009
Ho conosciuto Pino due anni fa e ne sono rimasta “folgorata”, ovviamente in senso positivo. Mi è letteralmente mancata la terra sotto i piedi, ogni sua parola, ogni suo racconto mi mettevano davanti alla mia piccolezza e all’insignificanza dei miei problemi. Un uomo come Pino lascia il segno, lo lascia molto profondo.
Ora sono qui a scrivere per ringraziare con tutta me stessa Sabina e il suo staff per aver dato spazio a Pino e alla sua storia, non tanto per Pino, ma per tutti quegli italiani che come me credono nella giustizia, nella legalità e nella verità ed ogni giorno lottano nel loro piccolo perchè il ns paese torni a “quote più normali”.
Il gesto di Pino è un gesto eroico in un Paese dove questi gesti si contano sulle dita di una mano, è un gesto carico di significato e di buone speranze. Ora però tocca a noi, non lasciarlo solo, condividere il suo esempio e farlo ns, di ogni cittadino. Questa è una lotta che va oltre al singolo, è una lotta per tutto il paese e per ogni suo cittadino. Ridare una vita, un lavoro, un senso di normalità a Pino significa ridarla a molti altri e ci vorrà molta fatica, ma noi siamo qui e non ci arrendiamo, proprio sull’esempio di quest’uomo unico, vitale, coerente, leale e coraggioso. Non va lasciato solo.
Ringrazio anche Omar e tutti gli amici di Pino sparsi per tutt’Italia (e non solo!!) che ho conosciuto e non. Li abbraccio tutti, perchè sono un gruppo di persone splendide e nel mio cuore occupano un posto del tutto speciale, andiamo avanti, siamo la parte sana di questo Paese! Grazie!
EMERGENZA DEMOCRATICA 17 marzo 2009
ALMENO PROVIAMOCI!…
C’è ancora chi insiste sul fatto, e ne è convinto, che agendo sulla “GIUSTIZIA” e/o sull’”INFORMAZIONE”, sul “LAVORO” e/o sulle “INFRASTRUTTURE”, su questo e/o su quell’altro, votando per Tizio e/o per Caio, in Italia “TUTTO” si sistemerà.
Infatti ne siamo convinti anche noi.
Il problema è che purtroppo noi siamo un po’ più convinti, avendone le “PROVE” dalla “STORIA”, che la situazione per la “DEMOCRAZIA” italiana non solo non è migliorata, ma anzi è perfino peggiorata, nonostante governi e/o governanti diversi, politici e/o politicanti vari, partiti e/o votanti variegati, giornalisti e/o mass media appecoronati, manifestazioni e/o sindacati ideologizzati, maestranze e/o lavoratori categorizzati, leggi e/o magistrati più o meno adeguati.
Ecco quindi perché siamo sempre più convinti che se “PRIMA” non si tagliano drasticamente i “TROPPI SOLDI” che permettono ai “PRE-POTENTI” di qualunque “CASTA” (ripetiamo, “PRE-POTENTI” di qualunque “CASTA”) di controllare e ricattare la “GIUSTIZIA”, l’”INFORMAZIONE”, il “LAVORO”, le “INFRASTRUTTURE”, ecc. ecc., in Italia mai “NIENTE” si sistemerà.
Come?
“UNENDO” e “COMPATTANDO” i cittadini “ONESTI” e in “BUONAFEDE”, facendoli scendere in piazza senza “BANDIERE” e “COLORI”, per mettere seriamente “PAURA” ai signori “PRE-POTENTI”, insistendo sull’”UNICA” cosa a cui davvero tengono, i loro “TROPPI SOLDI”, minacciandoli di lasciarli completamente in “MUTANDE” se non faranno immediatamente drastici “TAGLI” ai loro “INGIUSTI” guadagni.
Ed è la sola cosa che “STORICAMENTE” non è “MAI” stata fatta.
Questo è “PESSIMISMO” o troppo “OTTIMISMO”?
La “STORIA” non è né “OTTIMISTA” né “PESSIMISTA”, è solo ed esclusivamente “STORIA”, per cui ai posteri l’ardua sentenza…
… sì vabbè, però prima almeno “PROVIAMOCI”…
http://emergenzademocratica.blogspot.com
michele c. 17 marzo 2009
l’Italia non è libera
Omar Soriente 16 marzo 2009
Pino è una persona con il valore che ritengo più importante, quello della lealtà e della giustizia. Non una giustizia fine a se stessa ma la giustizia per tutti.
Ho conosciuto Pino Masciari oltre un anno fa e non avrei mai creduto che potesse esistere una vicenda simile. La prima cosa che ho pensato ascoltandolo è stata: ma non dovrebbere essere lui a vivere così ma le persone che ha denunciato.
Credo nell’uguaglianza nella meritocrazia nella libertà ma mi sono resoconto che nessuna di queste cose può esistere realmente senza la giustizia e la legalità.
Stiamo al fianco di tutte quelle persone che come Pino Masciari lottano per una civiltà meno omertosa e che lottano per combattere questa grande piaga che è la mafia, la criminalità organizzata.