Come dio comanda

AUTORE: admin
POSTATO IL 18 December 2008

di Luca Bandirali e Enrico Terrone

Nella provincia friulana, un adolescente vive con suo padre, disoccupato e nazistoide. I due hanno un unico amico, un emarginato con seri problemi mentali che si invaghisce di una compagna di scuola del ragazzo. Il destino del padre, del figlio, dell’amico matto e della ragazza si decide in un’unica, terribile notte. Il film è il secondo adattamento di Salvatores da un best-seller di Ammaniti, dopo “Io non ho paura”, con il quale “Come dio comanda” condivide il tema delle “colpe dei padri”; l’intenzione tematica tuttavia richiama più da vicino il film di Kim Rossi Stuart, Anche libero va bene: l’amore fra padre e figlio è più forte del degrado sociale.
Questo degrado sociale è mostrato come un prodotto dello sfruttamento di classe, in un’unica scena che peraltro contiene un tipico dialogo da cinema italiano scritto male: Filippo Timi (il papà del ragazzo) scarica sul padrone della fabbrica in cui ha lavorato, le responsabilità della propria situazione nonché di quella del suo amico, che è diventato idiota dopo aver preso la scossa sul lavoro; inoltre il personaggio di Timi indirettamente giustifica la propria xenofobia, in uno sfogo pieno di contenuti informativi palesemente diretti allo spettatore. Per il resto, il film ha una fase di impostazione sovrabbondante, uno sviluppo molto limitato con personaggi che convergono manco fossero teleguidati verso una forzata coincidenza di tragedie, e infine una risoluzione troppo breve, peraltro segnata da una delle scene più assurde del film, quella dello scherzetto che il padre riserva al figlio con la complicità dell’infermiera. Alla fine lo sguardo sui protagonisti è benevolo e comprensivo, senza che la loro ripugnante posizione politica sia stata in alcun modo emendata o sanzionata, come se essere poveri ed emarginati giustificasse qualunque nefandezza, purché ci si voglia bene fra padre e figlio.
Dei quattro personaggi principali, padre e figlio sono funzionali al tema, e poco più (Timi ha sicuramente il physique du rôle, gli manca la parola); l’amico è un cliché con un soprannome lezioso (“Quattro formaggi”) ed eccedenze di grottesco e di patetico; la ragazza si riduce a meno di una figurina. Il peggiore dei comprimari è comunque l’assistente sociale, personificazione delle istituzioni che non capiscono il disagio: il personaggio non esiste, e l’attore chiamato a servirlo (Fabio De Luigi) si limita a urlare il nome del ragazzo (“Cristiano!!!”) per tutto il film, ben protetto da una barba di circostanza. La direzione degli attori è mediamente discutibile, con un Elio Germano ormai lasciato a briglia sciolta a fare una specie di Dustin Hoffman di fantasia, il ragazzino sempre corrucciato, e una fastidiosa tendenza all’enfasi anche quando un personaggio prende la parola per la prima e ultima volta nel film (si veda l’intervento del padre della ragazza al funerale).
Il consueto punto di forza di Salvatores, l’impiego della musica, stavolta lascia un po’ a desiderare: i Mokadelic sono evidentemente una versione casareccia e insoddisfacente dei Mogwai (la band scozzese recentemente saccheggiata dal cinema da Miami Vice a Sicko  nonché autrice essa stessa di splendide partiture post-rock come Zidane: un portrait du 21e siècle), mentre l’uso del repertorio si basa sull’iterazione esagerata di “She’s the One” di Robbie Williams, con l’I-Pod telecomandato dalla sceneggiatura (una delle tante forzature, ma si pensi anche alla predica radiotrasmessa nel paese deserto, soltanto per raccordare il montaggio parallelo fra funerale e suicidio). L’aspetto più interessante del film resta invece la rappresentazione dello spazio e del tempo, che si avvale della fotografia di Italo Petriccione, vero “mago” dei paesaggi, e della sapiente tessitura del montatore Massimo Fiocchi. Esemplare in tal senso è la sequenza del ritrovamento del cadavere, messa in scena su un registro da fiaba realista, fra “Twin Peaks” e il cinema dei fratelli Dardenne; non appena però si affaccia sullo schermo il faccione del De Luigi e riprendono i dialoghi da libro stampato, se ne vanno sia la fiaba sia il realismo e resta soltanto la mediocrità di film scritto e recitato non come dio comanda.

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8 Commenti a “Come dio comanda”

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  1. Utente Registrato  Pinkinside Scrive:

    Oddio! E io mi accorgo solo adesso di queste fntastiche recensioni? Mo me le pappo tutte.
    Interessanti le tesi mosse contro Wall-e, anche io ho pensato ad alcuni dei punti che vengono messi in luce nella recensione (tipo:”ma perchè gli umani sono stati realizzati così?”)
    Alla fine del film mi è un attimo balenato il dubbio che tutti avessero gridato “al capolavoro” inutilmente. In quel momento mi sono autcensurato pensando di essere l’unico a pensarla così. Però dai è bellino. Un pò dai sì.
    Un bacio Bandirali! P!nk

  2. Utente Registrato  geppetto55 Scrive:

    Giù le mani dall’ acqua - Acqua s.p.a. La rivolta dei sindaci
    http://www.uonna.it/acqua-spa-rivolta-sindaci.htm
    il Parlamento, che il 6 agosto, mentre il Paese era in vacanza, ha approvato una norma-bomba (unica in Europa) con il “sì” dell’ opposizione. Non se n’ è accorto quasi nessuno: quel pezzo di carta obbliga i Comuni a mettere le loro reti sul mercato entro il 2010, e ciò anche quando i servizi funzionano perfettamente e i conti tornano. Articolo 23 bis, legge 133, firmata Tremonti.
    La stessa che privatizza mezza Italia e ha provocato la rivolta della scuola. Leggere per credere.
    http://www.uonna.it/dl-112-2008-tremonti-art-23-bis.htm
    http://www.uonna.it/acqua-ato-bollette-da-usura.htm
    http://4.bp.blogspot.com/_Hss0lU32xNs/SUDzc7nmr3I/AAAAAAAAAao/sl8YxJp8mqc/s1600-h/berlusca+acqua.jpg

  3. Utente Registrato  geppetto55 Scrive:

    Le cifre false del Governo italiano - libertà di inquinare
    http://www.uonna.it/clima-cifre-governo-italia-false.htm
    mentre
    Africa: la direzione strategica Usa, delle forze speciali -anti-terrorismo- è in Sicilia
    http://www.uonna.it/african-usa-wars-sicilia-direzione-strategica.htm
    Cantiere Sigonella: come la base USA si prepara alle prossime guerre
    http://www.uonna.it/cantiere-sigonella-2008.htm
    http://www.uonna.it/sigonella-pericolo-nucleare-annunciato.htm

  4. Utente Registrato  geppetto55 Scrive:

    La dittatura italiana nel 2008
    I presupposti di una dittatura sono semplici, non occorre fare lunghe discussioni filosofiche.
    Non è un discorso da bar dove ognuno può dare la propria opinione favorevole o contraria:
    Si ha una dittatura quando tutti i poteri vengono accentrati in un unico organo.

    Berlusconi: -No al dialogo con l’opposizione Giustizia, cambieremo la Costituzione
    http://www.uonna.it/berlusconi-giustizia-attentato-costituzione-italiana.htm

    Il condannato a 9 anni di carcere per -associazione mafiosa- Marcello Dell’utri emette sentenza: L’Antimafia? -Costa troppo per quello che produce
    http://www.uonna.it/dellutri-nantimafia-costa-troppo.htm

    La rete segreta del Cavaliere che pilotava Rai e Mediaset
    http://www.uonna.it/rai-mediaset-la-rete-segreta-del-cavaliere.htm

    Perché nell’anno del signore 2008, mentre si parla di wireless e mutui subprime, tornano d’attualità il pane e il riso? Il mondo rischia la fame
    http://www.uonna.it/crisi-alimentare-mondiale2008.htm

  5. Utente Registrato  lontanadainuraghi Scrive:

    Grazie della recensione.

    >come se essere poveri ed emarginati giustificasse qualunque nefandezza, purché ci si voglia bene fra padre e figlio

    temo sia proprio quello il “messaggio” del film… almeno questo ho capito dalle interviste a Salvatores (radio, tv, etc.) che ha ribadito più volte questo concetto.
    Non sono una grande fan di Salvatores (trovo i suoi film insopportabilmente maschilisti… o misogini… o semplicemente manco le considera, le donne) però “Io non ho paura”, nonostante non fosse proprio entusiasmante, mi era piaciuto.
    Salvatores mi dà sempre l’impressione di un regista che “potrebbe” fare grandi film… storie interessanti, grandi musiche, grandi attori, bellissima fotografia… ma poi gli escono delle cosettine così-così.

    Grazie ancora e Auguri di Buone Feste.

  6. Utente Registrato  silviodigiorgio77 Scrive:

    Ciao luca, ciao enrico. mi chiedevo quando sarebbe arrivata questa recensione. sono un pò scettico se andare a vederlo, lo ero ancor prima di leggere la vostra opinione. ho letto “io non ho paura” e nel film non ho provato una sola delle tante emozioni che mi hanno suscitato le parole scritte; ora si propone il dilemma: stesso scrittore, stesso regista… Il libro ancora non l’ho letto, ma salvatores ha già toppato con la prima trasposizione di ammaniti riuscendo a rendere noiosa una storia che non lo era affatto. non sono molto fiducioso… non capisco poi la scelta di fabio de luigi: perchè lui? l’unica molla che mi spinge verso il botteghino (stavolta per comprare il biglietto e non per rapinarlo) è elio germano: dite che ne vale la pena?

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