Sono tornata a Roma dopo 15 giorni di viaggio. Prendo un cambio e stamattina riparto per Mantova. Sto facendo moltissime interviste in giro per l’Italia approfittando del tour. Si incontrano tante persone in gamba, impegnate e oneste e pure simpatiche. La cosa che ho notato anche nelle università è che anche in occasioni in cui si radunano folle numericamente importanti, i partecipanti hanno sempre la sensazione d’essere pochi. Si lamentano sempre anche se sono migliaia che non ci sia una gran partecipazione. È davvero impressionante come la propaganda abbia convinto tanti d’essere una minoranza insignificante e nemmeno quello che vedono con i loro occhi li convince. cerco anche di far notare che i cambiamenti e le conquiste sociali non sono mai avvenute grazie ai numeri. è una palla questa dei numeri alimentata dal populismo di berlusconi che della democrazia l’unico aspetto che valuta sono le elezioni mentre il fatto di votare è l’aspetto meno rilevante in una democrazia.

Come la storia di una ragazza di Cesena molto simpatica che fa parte di un’associazione attiva efficace ecc. che mi ha raccontato che quando spiega a suo padre come stanno le cose riguardo alla raccolta differenziata o ai finanziamenti europei per le rotonde o altro il padre che pure le vuole bene e la stima anche davanti ai documenti arriva sempre a un certo punto in cui dice: no, non è possibile allora la televisione direbbe tutte cazzate non è possibile. Sei tu che ti stai sbagliando.

Negli incontri con gli studenti discutiamo soprattutto di questo. Quanto siamo rincoglioniti senza saperlo. Quanto siamo convinti di combattere dei meccanismi che invece alimentiamo.

Per esempio la ricerca della visibilità da parte degli studenti io credo che sia assolutamente fuorviante. È un discorso lungo e in questo periodo come avete visto non riesco a scrivere molto. Uno dei risvolti negativi del mettere la visibilità al centro delle strategie di lotta è che quando i giornali smettono di occuparsi di te tu ti convinci di non esistere più. Non è certo questo l’argomento principale per cui sostengo che concentrarsi sullo spazio che ti danno i giornali è l’errore principale che si può fare in questo momento, è solo uno degli aspetti della questione.

Credo che tutti i ragazzi mobilitati dovrebbero approfittare delle lezioni autogestite per acquisire strumenti critici per capire come funzionano giornali e tv e su come regolarsi.

voi cosa avete capito a parte l’ovvia considerazione che non sono onesti? come vi comportereste se faceste parte dell’onda?