Vilipendio!Vilipendio!

AUTORE: admin
POSTATO IL 29 settembre 2008

pre scriptum:

grazie di tutti i messaggi di solidarietà. per quanto riguarda il da farsi è sicuramente il momento di reagire o ora o mai più. tutte le idee sono valide purchè ci si muova.

per chi mi vuole aiutare continuo a pensare che il modo migliore sia che ciascuno prenda coraggio e parli.

se siamo in 5 ad esporci fanno presto a farci fuori. non ci sono più scuse. la lingua ce l’abbiamo tutti i mezzi pure. dare l’esempio serve solo se qualcuno lo segue.se volete aiutarmi non vi fate intimidire da queste ridicolaggini. continuiamo a comportarci come se fossimo in europa e come se fossimo nel 2008.

devono sentire che il paese non è loro. che nonostante vent’anni di propaganda e manipolazioni una bella fetta della popolazione è rimasta razionale e civile.

tutto il resto le firme, le mail, gli striscioni le spilette sono tutte cose ottime. ma soprattutto dobbiamo dire le nostre ragioni con forza e parlare, aprire gli occhi a chi ci circonda. non attraverso internet ma di persona. questo è lo sforzo più importante, parlare in pubblico, in privato, nelle scuole e negli uffici e in famiglia parlare. non lasciare che uno stile di vita irrazionale autoritario e retrogrado si stabilizzi senza essere discusso a fondo, argomentato.

questo è davvero quello che serve. questo è quello che tutti quelli che ci hanno preceduto hanno fatto per cambiare le cose e ci sono riusciti.

con questo sistema sono stati conquistati i diritti di cui godevamo prima del berlusconismo. andiamo avanti con l’outing civile, e con le mail di protesta e con le lettere ai giornali ma sprattutto prendiamo coraggio e siamo solidali con chi subisce rappresaglie. è giusto pagare gli avvocati con una colletta a chi si espone. facciamolo per chi non se li può permettere, io ce la faccio a sostenere le spese. è vero che simbolicamente sarebbe un gesto forte ma sarebbe ancora più forte se dopo piazza navona in tanti cominciassero a dire pane al pane senza paura ovunque. ciascuno secondo le sue possibilità. non c’è bisogno di rischiare troppo. si può cominciare anche con poco. il coraggio si prende mano mano che si acquistano gli strumenti per esprimersi, che si ragiona e che si costruisce una rete di solidarietà.

grazie per la segnalazione dell’articolo sul times. avete notato che a differenza dei nostri giornali lì si capisce cosa ho detto e perché? qui sembra che in preda a un raptus abbia dato del frocio al papa, mentre in un discorso argomentato e motivato ho accusato il vaticano per la sua politica invadente oltre ogni limite e per le campagne discriminatorie contro i gay che portano a pestaggi quasi quotidiani. se dico andrai all’inferno perchè ti considero un pessimo papa ho il diritto di farlo. se dico circondato da frocioni è per la legge del contrappasso chi tormenta i gay finisce tormentato dai gay. non ho detto il papa è frocio anche perché che lo sia o no è assolutamente irrilevante per me e per ogni persona civile.

ci sono dei limiti alla libertà di espressione si può criticare tutto ma non si può istigare all’omicidio o all’odio raziale. sono loro che commettono un reato grave sia dal punto di vista legale che soprattutto morale.

carissimi,

prima che possa vantarmi, mi aiutate a capire se sono la prima o se ci sono stati altri casi? comunque è rarissimo. aggiorno subito il curriculum. se non vi dispiace io continuerei nel mio demo a definirmi autrice e regista visto che attori e show girl recitano testi scritti da altri mentre quello che dico è tutta farina del mio sacco fino all’ultimo granello. Ma imparerò senz’altro a ballare per non tradire le aspettative di questi cuori di leoni che fanno i titoli.

sono onorata per questa denuncia certo Alfano potrebbe non autorizzare ma mi pare che possa ben sperare. l’unica cosa che non mi è chiara: il papa chi? Totti?

non vi fate spaventare sono gesti intimidatori perché non pensiate che si possa dire impunemente quello che si pensa. invece si può e perderanno loro. invece si può e la soddisfazione che si prova è impareggiabile. meglio di una cena di vissani, meglio di uno spettacolo di apicella, addirittura meglio che leggere un discorso del brillante cerami.

da quando sono iniziate le esternazioni contro i gay i pestaggi degli innocenti sono quotidiani. molto facile verificare quanti erano prima e quanti sono ora. dimostrare che questa politica discriminatoria è colegata a delitti infamissimi è semplice. concludere che si va all’inferno per questo per chi ci crede pure. per chi non ci crede restano i tribunali più arbitrari a quanto pare del giudizio di dio grazie all’incosistenza dei rappresentanti dei partiti laici e progressisti che sono riusciti in breve a far perseguire i reati di opinione, stiamo tornando a un regime fascista. compilimenti d’alema, complimenti veltroni, complimenti finocchiaro e company. siete davvero dei portenti. complimenti anche ai loro indegni supporter supportati che scrivono sui giornali. avete sostenuto tutte le campagne contro la giustizia, contro le istituzioni democratiche e ora finalmente siamo in una dittatura. i primi a rimetterci sarete voi. ma non voglio anticiparvi nulla. non vedete a un palmo dal vostro naso e il mondo per voi deve essere una continua sorpresa o spavento.

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Un Commento a “Vilipendio!Vilipendio!”

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  1. Utente Registrato  maxipeppe79 Scrive:

    ciao Sabina, io ero a Roma l’8 luglio a Piazza Navona. Penso che hai fatto bene a dire quelle cose sul papa. Se le merita tutte. Io vivo ad Aversa, provincia di Caserta e studio Storia dell’Arte alla Seconda Università di Napoli a Santa Maria Capua Vetere, sempre in provincia di Caserta. Sia nel luogo in cui vivo che in quello dove studio gli omosessuali sono etichettati come perversi, pederasti, pedofili e donne. Non si capisce perchè per insultare un uomo o un ragazzo lo si chiami donna. Ad ogni modo in un ambiente maschilista come il mio c’è da aspettarsi questo ed altro. Le uniche persone che gli omosessuali frequentano sono le donne. Sono le uniche a esprimergli solidarietà. Chiaramente non tutte, solo quelle più sensibili. Gli uomini, anche se solidarizzano con le persone omosessuali del loro stesso sesso, hanno paura di parlarci. Il luogo comune di tutti è che se un ragazzo parla con un altro ragazzo gay è un frocio, un ricchione, una donna e vuole fare sesso con questa persona. Se poi una persona libera da pregiudizi omofobici frequenta un’associazione cattolica, non può parlare a favore degli omosessuali, perchè, nella maggior parte dei casi, viene demolito psicologicamente dal sacerdote. Questi comincia prima a rispondere irrazionalmente con le buone maniere, dopodichè se non ottiene gli effetti desiderati, apre il fuoco, accusando la persona che ha di fronte di immoralità, incoerenza, assenza di idea della famiglia, mancanza di umiltà, di andare incontro all’infelicità e all’isolamento di tutto il mondo se non cambia il suo modo di pensare.
    Se la chiesa cattolica non vuole celebrare matrimoni omosessuali, ha tutto il diritto di farlo. Tuttavia, non capisco, perchè fomenta l’odio verso gli omosessuali e i transessuali. Addirittura molti preti della mia zona arrivano anche alla condanna morale del sesso tra eterosessuali prima del matrimonio. Quando frequentavo l’associazione cattolica il prete mi diceva che i ragazzi che si masturbano diventano tutti degli stupratori. Ricordo anche che una volta mi sono confessato in chiesa e un sacerdote mi ha chiesto quante volte mi ero masturbato dall’ultima confessione fino a quel momento. Risposi che non me lo ricordavo. Così aggiunse che per lui era necessario sapere il numero preciso, per quantificare la gravità del peccato e darmi la corrispettiva penitenza (ossia il numero di preghiere, che dovevo recitare, proporzionate all’azione immorale compiuta). Se mi rifiutavo di dirglielo non mi avrebbe assolto. Non sò se anche lui si masturbasse, ma sicuramente si faceva tante “seghe mentali”.
    Nella mia zona le associazioni cattoliche sono considerate e sono a tutti gli effetti luoghi sicuri, dove non ci sono drogati, ladri e assassini. Per gli indipendenti come me ci sono due alternatve: o frequentare gente aggressiva e insoddisfatta, o invece, in modo più salutare, andare a Napoli e cercare di frequentare qualche associazione o gruppo di persone, che siano liberi, aperti e rispettosi degli altri, liberi dsa pregiudizi.
    Nella mia famiglia faccio fatica a esprimere le mie idee di tolleranza e di rispetto. Subito vengo aggredito dai miei genitori, da mio fratello o dai miei parenti. Un periodo pensavano che fossi gay per i discorsi che facevo. Quando a casa mia si accende quello stramaledetto televisore nella cucina e trasmettono i discorsi di quel criminale di Papa Benedetto XVI il mondo si ferma. Se il Vaticano all’ONU si oppone alla depenalizzazione dell’omosessualità, giustificandosi in modo irrazionale, la mia famiglia e i miei parenti, dicono che ha il Vaticano ha ragione ed il papa è stato calunniato ingiustamente e frainteso, come al solito, da gente senza scrupoli e priva di valori. Ho 29 anni e sono in depressione oramai da anni. Ho cominciato ad assumere psicofarmaci e a fare psicoterapia dall’età di 21. Quando sono stato in Spagna come studente Erasmus mi sono rivolto ad una psicologa nella città di Valencia in cui vivevo. Lei era cattolica e faceva vita di parrocchia. Tuttavia mi disse che non condivideva il pensiero del Vaticano ed era contenta che in Spagna gli omosessuali hanno il diritto di formarsi una famiglia. A Valencia non ci sono pregiudizi. Ragazzi e ragazze omosessuali si baciano per la strada con il propio compagno o compagna in pieno giorno. La sera escono insieme ad altri ragazzi eterosessuali, vivono in case con gente eterosessuale dello stesso sesso e nessuno dice niente o grida alllo scandalo o ha paura che quello o quella ci provi. Insomma gli omosessuali non sono per niente ghettizzati in Spagna
    Nonostante ciò sostengo ancora liberamente le mie idee, anche nella mia famiglia. Quando ho di fronte a me una persona che non rispetta la mia libertà di pensiero la mando a fare in culo, seguendo i consigli che mi diede la mia psicologa di Valencia . Un abbraccio forte a lei e a Sabina.
    Ciao

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